Tipicità gastronomica del Parco

I pascoli del Gran Sasso, la montagna “alpina” degli Appennini, vantano una varietà eccezionale di essenze foraggere (ne sono state censite circa trecento!). La zootecnia ovina, la più diffusa in Abruzzo, si avvantaggia di questa grande varietà e del clima freddo e secco della montagna di alta quota del Parco. Le pecore allevate nel territorio dell’area protetta sono di quattro razze, Sopravvissana o Gentile di Puglia, Delle Langhe, Massese, Sarda. La prima è in via di estinzione, ma viene ancora allevata grazie al contributo del Parco.
La tradizione pastorizia millenaria di questo esteso territorio dell’Appennino centrale ha affinato tecniche di trasformazione del latte ovino, che consentono di ottenere prodotti caseari eccezionali, come il pecorino di Farindola o il Canestrato di Castel del Monte, due formaggi considerati presidi Slow Food, prodotti cioè di eccellenza, da valorizzare e salvaguardare. Altrettanto notevole è il repertorio dei salumi, come la Ventricina della Laga, la Salsiccia di fegato, il Guanciale Amatriciano, le Mortadelle di Campotosto, i salumi di Paganica, tra i quali la famosa Cicolana.

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