Recensione su Metallized
Ep d’esordio per gli Evergaze Eternity, band Pisana che, nonostante dichiari tra le proprie influenze gente come Metallica, Rammstein, Paradise Lost, Iron Maiden ed alcuni altri, si muove invece su coordinate Goth-Rock-Pop le cui radici sono rintracciabili nei modelli più easy listening della Dark Wave dei primi anni 80 – non esclusi i Cure di un certo periodo – e venate di una malinconia delicata, di una distaccata vena intimista ed onirica, sempre contrassegnata da un friendly-mood marcato.
Un prodotto facile facile e riservato ad un pubblico distratto che cerca solo un sottofondo musicale alle proprie scorribande in macchina su strade brumose ed isolate? Non proprio.
E’ certamente vero che l’ascolto di Incompatible Existences non pone particolari difficoltà di fruizione, dato che le quattro tracce che lo compongono scorrono “corrette” e senza picchi particolari in alto od in basso, e che una certa attitudine pop rende potenzialmente bene accetto il prodotto ad una fascia di ascoltatori molto ampia, ma è anche vero che le stesse sono composte con un certo gusto, inserendo su ritmiche Goth-Metal oriented un uso delle tastiere abbastanza massiccio, ma non invasivo, e soprattutto un uso dell’elettronica tanto discreto quanto azzeccato.
Su tutto ciò si innesta la voce della singer Kyo in possesso di discrete potenzialità, talvolta un po’ incerta sulle note acute tenute a lungo la cui omogeneità non è sempre impeccabile.
Bisogna comunque rilevare che si tratta di una ragazza veramente giovane – appena diciassettenne – e considerato questo dato il giudizio su di lei è quindi positivo.
E’ solo citando i The Birthday Massacre che forse è possibile farsi un’idea più precisa della musica degli Evergaze Eternity, che comprende, oltre a quelle già sottolineate, anche influenze Dark e Psichedeliche che trovano i loro momenti più incisivi in Shadow – dal chorus molto piacevole – e Children Can Kill , probabilmente la più equilibrata nel rapporto fusione musica/testo.
Incompatible Existences è in ogni caso un lavoro ben progettato e ben eseguito, anche se sconta la mancanza di una song in grado di catturare l’attenzione in maniera prepotente, cosa questa che non so quanto interessi alla band, data l’atmosfera generale della musica.
Quelli che amano le atmosfere tirate e le ritmiche pesanti ed ossessive ne stiano lontano, non è aria per loro; chi invece ama suoni liquidi, atmosfere languide, inquiete senza motivo apparente ed in grado di trasportare lontano, può invece avvicinarcisi senza remore e segnare sul proprio taccuino il nome di un’altra band da tenere d’occhio.
Voto: 66
Posted on April 26th, 2009 by gyofer
Filed under: music

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