Fino al campo dei Numeri Reali, tutte le proprietà che interessano (commutativa,
associativa, distributiva, lo zero, l’uno, ecc.) e un ordinamento che rispettava le regole
di monotonia e di positività vengono preservati. Se vogliamo risolvere le
equazioni di secondo grado, però, siamo limitati. Infatti la regola dei segni è una
conseguenza immediata della distributività, della positività e della monotonia,
che sono le proprietà dell’ordinamento di un qualunque anello ordinato;
se vale la regola dei segni, i quadrati sono sempre positivi e quindi non si
possono mai fare le radici quadrate dei numeri negativi. Voler estendere
vuol
dire quindi rinunciare alle proprietà dell’ordinamento, rinunciare quindi alle
regole dei segni e agli assiomi da cui si deducevano, e rinunciare così al fatto
che ci sia un ordinamento tale che il prodotto di due numeri positivi sia
positivo.
Si definisce così un nuovo campo ℂ dei Numeri Complessi su cui non c’è l’ordinamento perchè non può essere un campo ordinato, ma solo un insieme ordinato.
Ciò che serve è
, poichè così si potrebbe estrarre la radice di un qualsiasi
reale negativo. Se α
+, si ha che:

dunque per ottenere un ambiente in cui fare
basta saper fare
, che non
sarà ovviamente un reale. Si aggiunge quindi ad
un qualcosa che viene chiamata i
(unita immaginaria) che ha la particolare proprietà:

Si considerano allora tutti i numeri della forma:

che è il il minimo indispensabile se non si vuole rinunciare ai reali e si vuole considerare anche i.
Siccome si vuole ottenere un campo, si può usare a priori le proprietà associativa, commutativa e distributiva perchè tanto alla fine dovranno valere e per sommare due numeri della forma a + ib, ottenendone un terzo della stessa forma, si può procedere nel seguente modo:
![]() | (1) |
ottenendo ancora un’espressione dello stesso tipo. Definiamo quindi:

cioè l’insieme delle espressioni formali della forma a + ib, dove + non è somma ma puro simbolo.
Perchè ℂ sia un campo, bisogna definire la somma, il prodotto, lo zero, l’uno e le
solite proprietà, ed inoltre si vuole che in ℂ ci siano anche i vecchi numeri reali, cioè
identificare
in ℂ, in modo tale che la somma in ℂ coincida, nel caso di somma di
reali, con la somma in
. A tal proposito si definisce:
![]() | (2) |
cioè si è identificato α reale con α + iØ in ℂ. Bisogna definire la somma, e si è visto che c’è un modo naturale in (1). La somma è associativa, commutativa e distributiva. Poi ci sono lo zero e l’uno:


che sono casi particolari della (2), e si verifica che valgono le proprietà dello zero e dell’uno. L’opposto sarà:

Per il prodotto si ha:

Si é ottenuta ancora un’espressione dello stesso tipo, e il prodotto così definito é commutativo, associativo e distributivo.